I luoghi della Resistenza a Sesto Fiorentino

a cura di CHIARINI ARIANNA, D'ANDRADE CORSA GABRIELE, PANAGGIO GIULIA, PASQUINELLI ANDREA, PENNELLA CARMEN GIOHANNA, SCATIGNA SVEVA VINCENZA

Introduzione

Durante il periodo della Seconda guerra mondiale il comune di Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze, è stato uno dei luoghi più importanti legati all’attività dei Partigiani in Toscana.

Tra le frazioni del comune rilevanti per la Resistenza si ricordano, in particolare, quelle di Querceto, Colonnata e Quinto, situate ai limiti dei contrafforti di Monte Morello.

La frazione di Querceto è quella più isolata dal comune di Sesto; possiede quindi una predisposizione geografica per essere un punto strategico ideale: per tale ragione fu la base logistica per le prime formazioni di Partigiani. È stata infatti il punto di confluenza dei canali segreti per l’avviamento delle reclute in montagna, luogo sicuro di riposo e di ristoro per le staffette, ospedale per i feriti ed i malati, deposito di armi, di viveri e di vestiario.

Monte Morello, una parte del quale rientra nel territorio di Sesto Fiorentino, fu il punto di inizio delle prime azioni partigiane contro i nazifascisti; oggi vi si possono ancora vedere luoghi e monumenti storici fondamentali per la Resistenza. 

Il nostro intento è stato quello di creare un percorso volto ad indicare e raccontare quelli che sono stati i luoghi più importanti a Sesto Fiorentino durante il periodo della lotta partigiana, per poter ricordare un pezzo importante della storia del nostro Paese.

Un possibile itinerario attraverso i luoghi cardine della Resistenza a Sesto Fiorentino

Le tappe di un possibile itinerario per i luoghi cardine della Resistenza a Sesto Fiorentino

Casa del Popolo di Querceto

Fotografia della Casa del Popolo alla sua inaugurazione nel 1907

La Casa del Popolo di Querceto nasce dalla fusione della Casa del Popolo di Sesto Fiorentino e dall'associazione "Fratellanza Operaia di Querceto", come centro ricreativo e culturale.

Monumento ai partigiani di Sesto Fiorentino

Presso la Casa del Popolo è situato un monumento commemorativo dei Partigiani caduti nella lotta contro il regime nazi-fascista.

Cippo ai caduti di Radio CORA (Cercina)

Il cippo dedicato ai caduti di Radio Cora

La notte del 12 giugno 1944 Italo Piccagli, catturato 5 giorni prima nella sede di Radio Cora, tre paracadutisti, uno sconosciuto e Annamaria Enriques Agnoletti, dopo vari giorni di tortura a Villa Triste, furono condotti a Cercina e fucilati.

La lapide commemorativa si trova sul luogo della fucilazione.

Cippo ai caduti del rastrellamento della Pasquetta del '44 (Ceppeto)

Il cippo ai caduti nella Pasquetta del 1944

La lapide, collocata nella località di Ceppeto (Frazione di Sesto Fiorentino), commemora le vittime del rastrellamento avvenuto per mano della divisione tedesca Goering nel giorno di Pasquetta del 1944.

La Cipressa

Algero Cantini, La Cipressa

La casa colonica “La Cipressa” – situata sopra le colline de “le Cappelle”, che confinano con il territorio di Querceto – fu fin dall’8 settembre del 1943 base di reclutamento di partigiani e punto di appoggio per coloro che da Sesto dovevano raggiungere le formazioni sul Monte Morello e sul Pratomagno.

La Cipressa svolse un ruolo fondamentale anche nell’approvvigionamento di armi e munizioni. Già dopo l’8 settembre vi giunse un primo carico di armi che passò poi al gruppo guidato da Giulio Bruschi.

Ad occuparsi della Cipressa era la famiglia contadina Lastrucci, che si distinse negli anni della lotta partigiana per il suo impegno intenso.

Lapide a Giovanni Checcucci (Ceppeto)

Presso la SP 130 è situata la lapide in ricordo del sacrificio dell'operaio comunista Giovanni Checcucci, primo caduto della Resistenza sestese.

La lapide a Giovanni Checcucci

Checcucci, già condannato dal Tribunale speciale per "massiccia propaganda tra studenti e operai" nel '39, morì il 14 ottobre 1943 nei pressi della Cappella di Ceppeto, quando lui e i suoi compagni vennero assaliti da un reparto della GNR comandato dal fascista Mario Carità.

In quell'occasione infatti Checcucci, tentando un'eroica sortita, mise in salvo la vita dei compagni, restando tuttavia ferito mortalmente.

Cippo degli Scollini

Il cippo degli Scollini

Il 14 Luglio 1944 una squadra di partigiani appartenenti alla Brigata Garibaldi “Bruno Fanciullacci” cadde in un agguato teso dai tedeschi sulla Sella degli Scollini, non lontano dalla Fonte dei Seppi, sul Monte Morello. Morirono 11 partigiani; si salvò solo Silio Fiorelli, detto “Saltamacchie”.

Il cippo, dedicato alla commemorazione del coraggio delle vittime, si trova sul luogo dello scontro, all’interno di un'abetaia, al tempo terreno scoperto con bassa vegetazione.

Stazione di Montorsoli (Cercina)

Il 4 aprile del ‘44 trentaquattro partigiani del gruppo comandato da Marino Cosi – «passati da Cerreto Maggio, quasi a coppia, con le bandiere rosse, armati di bombe a mano e di fucili cantando…», come riporta Don Mario Martinuzzi – occuparono la stazione di Montorsoli con l’obiettivo di assaltare il treno 2328, che da Firenze trasportava ufficiali tedeschi ed esponenti della milizia fascista in Mugello. Tedeschi e fascisti però riuscirono ad averne notizia e a prendere contromisure; essi passarono all’attacco e diedero avvio a una sparatoria. Tre partigiani, Carlo Carmonini, Dino Ciolli e Mario Lazzerini, morirono e diversi rimasero feriti.

Ai tali vicende è legata la figura di Elio Bartolozzi, un giovane contadino che trasportò i partigiani feriti fino a Pescina e che per questo fu arrestato e torturato a Villa Triste.

Sulla facciata N/E della stazione di Montorsoli si trova oggi una lastra commemorativa ai caduti:

La lapide della stazione di Montorsoli

Parrocchia di San Jacopo a Querceto

Facciata della chiesa di Santa Maria e San Jacopo

La chiesa di Santa Maria e San Jacopo si trova a Querceto, frazione del comune di Sesto Fiorentino.

Veduta dell'interno della chiesa

Bassorilievo di P. Eligio Bortolotti donato da Angelica Patron alla parrocchia di Querceto

Lapide a don Eligio Bortolotti

Lapide dedicata a P. Eligio Bortolotti, parroco della chiesa di Santa Maria e San Jacopo a Querceto

Padre Eligio Bortolotti

La mattina del 4 settembre 1944 i tedeschi si presentarono alla chiesa di Santa Maria e San Jacopo a Querceto e prelevarono Don Bortolotti dalla parrocchia. Dopo un lungo interrogatorio, fu condotto a Villa Daddi, in prossimità di Baroncoli, a Calenzano, dove fu torturato. Nella mattinata del 5 settembre 1944, presumibilmente intorno alle ore 11, Padre Eligio fu portato ad una fossa e fucilato.

Bibliografia e sitografia

- Bibliografia

Enio Bini (a cura di), Il cammino della memoria. Itinerari sui luoghi della Resistenza a Monte Morello, Unicoop Sesto F.no, 1996

Dante Danti - Gianni Batistoni, Sestesi nella resistenza, Polistampa, Firenze, 2015

Francesco Fusi, Guerra e Resistenza nel fiorentino. La 22a brigata Garibaldi Lanciotto Ballerini, Viella Libreria Editrice, 2022

Gianfranco Perra - Gianni Conti, Sesto Fiorentino dall'antifascismo alla Resistenza, Vangelista, 1980

Ivan Tognarini (a cura di), Sesto Fiorentino nella lotta contro il fascismo ed il nazismo, Comune di Sesto Fiorentino - Istituto Storico della Resistenza, 2014

- Sitografia

Fotografia della Casa del Popolo alla sua inaugurazione nel 1907

Monumento ai partigiani di Sesto Fiorentino

Il cippo dedicato ai caduti di Radio Cora

Il cippo ai caduti nella Pasquetta del 1944

Algero Cantini, La Cipressa

La lapide a Giovanni Checcucci

Il cippo degli Scollini

La lapide della stazione di Montorsoli

Facciata della chiesa di Santa Maria e San Jacopo

Veduta dell'interno della chiesa

Bassorilievo di P. Eligio Bortolotti donato da Angelica Patron alla parrocchia di Querceto

Lapide dedicata a P. Eligio Bortolotti, parroco della chiesa di Santa Maria e San Jacopo a Querceto

Padre Eligio Bortolotti