Sesto Fiorentino - Età Medievale e Moderna
Corso di Laurea Triennale in Lettere Moderne - Geografia
Il nome di Sesto deriva dalla presenza di un pagus miliare che stava a significare “ad sextum lapidem”, ovvero a sei miglia dalla città di Florentia. Questa è la posizione che l’agglomerato urbano ricopre lungo la via Cassia, una delle sue vie principali, tuttora esistenti (decumano). Il centro abitato di Sesto Fiorentino nasce alle pendici di Monte Morello, vicino ai torrenti Rimaggio, Zambra, la Gora di Quinto ed il fosso del Termine; in una posizione già presieduta da insediamenti preistorici, testimoniati dai recenti scavi archeologici. La piana in cui risiedono questi primi insediamenti continuerà ad essere abitata dall'antichità fino ai giorni nostri e alcune testimonianze contribuiscono a mostrare questo continuo fenomeno abitativo nei dintorni della città di Firenze.
I due periodi analizzati in questo progetto sono l'età medievale e moderna. In particolare ci si è soffermati sul rapporto degli edifici storici presenti nel territorio sestese con l'antica viabilità storica, la loro relazione con le acque dei molti torrenti che percorrono la piana e con le risorse locali quali, ad esempio, l'argilla, elemento cardine per la costruzione di una delle industrie più floride della piana: la fabbrica di ceramica di Doccia Richard-Ginori.
Per questo motivo la ricerca è stata suddivisa selezionando 4 tra i 18 popoli in cui era partizionata l'antica Sesto in età medievale e moderna, concentrandosi sulle evoluzioni e i cambiamenti avvenuti nel Popolo di Sesto, Popolo di Colonnata, Popolo di Santa Maria a Morello e Popolo di Quinto.
A precedere questa analisi, un excursus storico e geografico su alcune evidenze del panorama architettonico e urbanistico della piana di Sesto per il periodo storico studiato.
BORGHI, VILLE E CASTELLI
Castello di Castiglioni
Il Castello si trova nei pressi di Cercina, poco lontana da Sesto Fiorentino.
Le sue origini si fanno risalire anche intorno al X secolo, e si narrano tante leggende e battaglie che hanno riguardato il castello di Cercina.
Al suo interno, una parete affrescata ricorda il duello che si tenne durante l'assedio di Firenze, che ebbe come vincitore l'allora signore del castello.
Oggi si accede alla struttura tramite una salita che si arrampica sulla collina del maniero. Tuttavia, ormai in condizioni di semi-abbandono, non è possibile entrare al suo interno, poiché ci sono ambienti pericolanti.
Borghi di Sesto
I borghi di Sesto sono una serie di agglomerati urbani sorti in epoca medievale.
Documentano questo periodo alcune case torri ancora visibili lungo il torrente Rimaggio. Queste costruzioni formavano un quadrilatero nel quale era compresa tutta l’area fino alle odierne via G. Garibaldi e via della Tonietta.
Ville, poderi e spedali
Nel Rinascimento, col miglioramento delle condizioni di vita ed anche con la bonifica, ad opera della Repubblica, degli stagni e paludi che ormai allagavano la piana, Sesto conobbe un certo sviluppo: molti possessi e dimore acquistati da nobili e ricchi mercanti furono trasformati e abbelliti in case di campagna o addirittura in ville. Nacquero anche osterie e locande, ed anche ospedali per pellegrini sulle grandi vie di comunicazione.
Villa Capponi
Si trova a Querceto, nel comune di Sesto Fiorentino (Fi).
In origine apparteneva alla famiglia Della Tosa e, a partire dal XVIII secolo, a quella dei Capponi.
Si trova all’interno di un grande parco. Al suo interno ha conservato il monumentale impianto rinascimentale.
Attualmente, è in corso il recupero della villa al fine di ricavarne appartamenti di lusso. Il progetto consiste "nella riqualificazione strutturale e nel riassetto funzionale finalizzato a trasformare il fabbricato in un edificio a destinazione residenziale di 14 appartamenti" per una società di investimenti di Londra.
POPOLO DI SANTA MARIA A MORELLO
Chiesa di Santa Maria a Morello
Collocazione geografica attuale: Via della Chiosina , 9, 50019 Sesto Fiorentino FI.
Datazione: XII secolo, presente in documenti di monaci cistercensi.
Subisce una manutenzione e un ampliamento significativo nel 1519.
Si trova alle pendici del Monte Morello, circondata da campi coltivati quasi esclusivamente a uliveti.
La zona in cui la Chiesa è collocata aveva il nome di Moscatello. Non è attestata la presenza di edicole o tabernacoli nelle vicinanze.
Fonte di Morello
Si trova in una zona antistante Via di Chiosina. Il nome della via è "parlante" e rimanda al torrente Chiosina, che scorre sotto il ponte a Chiosina.
Piante dei Popoli e Strade della Podesteria di Sesto, "Popolo di Santa Maria a Morello", Capitani di Parte Guelfa, supporto cartaceo, inchiostro su carta, A.S.F. (Archivio di Stato di Firenze), rappresentazione "a vista", stato di conservazione: ottimale.
La Chiesa di Santa Maria a Morello si trova alle pendici del monte Morello, uno dei luoghi che fungono da confine naturale alla piana e alla città di Sesto Fiorentino. Tre sono i principali luoghi che “confinano” con essa: il Borgo di Morello, il cimitero, Fattoria di Morello. Di questi luoghi, solamente il cimitero si trova nella stessa via (via Chiosina) su cui è collocato l’edificio ecclesiastico; gli altri si trovano su vie traverse.
Didascalia luoghi cardine del percorso:
- 1. Chiesa di Santa Maria a Morello, Popolo di Santa Maria a Morello;
- 2. Vergine dei Gimignani.
- 3.Tabernacolo dei Ginori.
- 4. Borgo di Morello.
- 5. Ponte a Chiosina: passa sul torrente Chiosina.
- 6. Collina dei Ginori.
Didascalia strade e direzioni:
- Freccia viola: attuale via delle Catese;
- Freccia viola chiaro: la strada segue l'attuale via Chiosina; ed è compresa tra il tabernacolo dei Gimignani e il Borgo.
- Freccia celeste: Il percorso attuale trova corrispondenza con via del Poggiolino fra il tabernacolo de Gimignani e l’agglomerato del Borgo.
- Freccia azzurra: una delle strade principali in antico. Collegava la collina di Morello con il passo delle Croci di Querceto per raggiungere il vasto pianoro ulivato antistante “il Masseto”. Attualmente concorda con la via vicinale del colle.
Mappe a confronto: Pianta di Popoli e Strade; Pianta della città di Sesto Fiorentino: zona di Santa Maria a Morello (Carta della Provincia di Firenze, F. 35)
STRADA A - attuale Via delle Catese
L'indicazione che la parte estrema che segna l’inizio della strada è “il confine con Gualdo” fra i beni dell’Acciaiolo è errata: corretto è indicare come confine San Donato a Lonciano perché comprendeva l’agglomerato con i mulini in località le Catese.
- Le Catese – Morello: attuale percorso di via delle Catese che termina in località La Collina.
- Tabernacolo della Vergine dei Gimignani, via di Chiosina verso Baroncoli e Sommaia ricalca A fino al bivio con via del Poggiolino.
POPOLO DI COLONNATA
Chiesa di San Romolo a Colonnata
La chiesa risale al XIII secolo ed è stata ristrutturata nel 1620. È ornata con bellissimi arredi: l'altare è rivestito di porcellana. Sopra l'altare si erge un Cristo crocifisso in porcellana bianca.
Nell'aula della Compagnia si trova una serie di imponenti Apostoli ad affresco della fine del Cinquecento che introducono ad una Pietà affrescata del Quattrocento.
Torrente Rimaggio
Il Torrente Rimaggio nasce alle pendici del Poggio Casaccia, nel complesso montuoso di Monte Morello. Scende giù prima tra i boschi, poi tra gli orti sino a giungere alla frazione di Colonnata che vi ha costruito sopra, in epoca romana, un acquedotto.
Nel tratto che parte dal Mulino di Gualdo e arriva nell’abitato di Colonnata, il Comune ha realizzato un importante progetto di valorizzazione del Torrente Rimaggio che parte dall’abitato di Colonnata arriva sino al centro di Sesto Fiorentino (piazza Ginori).
Nel medioevo il torrente era attraversato da molti ponti: ponte alla Palancola (in foto), ponte alle Catese, ponte Buco. Le sue acque erano convogliate in zone dove erano presenti mulini, come ad esempio la zona del Catese presso San Donato a Lonciano.
Mulini a Le Catese
Popolo di San Donato a Lonciano. Da qui, inoltrandoci nella mappa successiva, possiamo creare un punto di congiunzione tra i due Popoli di Lonciano e Colonnata seguendo l'itinerario del torrente Rimaggio e dei mulini da esso alimentati.
Piante dei Popoli e Strade della Podesteria di Sesto, "Popolo di San Romolo a Colonnata", Capitani di Parte Guelfa, supporto cartaceo, inchiostro su carta, A.S.F. (Archivio di Stato di Firenze), rappresentazione "a vista", stato di conservazione: ottimale.
Didascalia luoghi cardine del percorso:
- 1. Ponte alle Catese: Dalla zona vicino al ponte, tramite il Rimaggio, si ricavava l'acqua sufficiente per alimentare i mulini.
- 2. Doccia di Ginori.
- 3. Podere dei Buontalenti.
- 4. Chiesa di San Romolo.
Didascalia strade e direzioni:
- Freccia gialla: al confine con il popolo di Quinto, si attraversava il Rimaggio tramite un guado.
- Freccia bianca: “via della fonte”.
- Freccia celeste: queste vie rappresentavano la rete stradale di accesso a uno o più mulini già nel XVI secolo. Strada a gradoni, sul pendio ripido della collina sfruttavano l’acqua derivata più a monte dal Rimaggio per i vari mulini nella zona del Catese.
- Freccia rossa: Strada Maestra di Morello.
Mappe a confronto: Pianta di Popoli e Strade; Pianta della città di Sesto Fiorentino: zona di Santa Romolo a Colonnata (cartografia topografica)
STRADA MAESTRA DI MONTE MORELLO
La Strada maestra di Morello è un'antica via, che mantiene lo stesso nome anche per il popolo di San Michele a Castello dove la strada maestra di Prato trovava una diramazione, verso Santa Maria a Quinto.
Verso Monte Morello la strada seguiva l’andamento poderale, all’esterno della recinzione muraria – Parco Ginori – fino ai caseggiati Rofoli da cui la strada raggiungeva il monte dal Rimaggio sul ponte detto alle Catese al confine con il popolo di San Donato a Lonciano. Nel 1831 il marchese Carlo Leopoldo Ginori realizza una strada parallela per rendere più agevole il traffico dei carri fra la manifattura ceramica e gli impianti molitori delle “Mulina”: via dei Mulini.
VIA DELLA FONTE
Altro percorso interessante è quello che iniziava “di contro al palazzo di Doccia Ginori”: seguiva inizialmente un tracciato restato valido fino al XIX secolo. Questa strada rimase solo in funzione di viottolo poderale, dopo la realizzazione di via dei Mulini. La via prendeva il nome dalla presenza di una fonte attestata anteriormente al XVI secolo “via della fonte”.
Ovest: dall’edificio dei Buontalenti la strada risale la collina fino a raggiungere la via Maestra di Morello, presso di Rofoli. L'odierno percorso di via Murata, zona detta “il campone”, arrivando ai caseggiati di Rofoli.
STRADA PARALLELA ALLA VIA MAESTRA DI PRATO
In parte è rintracciabile nella viabilità di Sesto nel XIX secolo. Dalla strada sul confine del popolo di Quinto si riconosce nella via Camporella la prima porzione corrispondente al percorso, parallela alla via maestra di Prato. Proseguiva indisturbata verso ovest fino a raggiungere il Rimaggio superato attraverso un guado.
La restante parte di Q trovava sviluppo sulla direttrice dell’attuale via Cavour, tra via Cafiero e Ponte al Buco. Verso ovest: la strada piega ad angolo retto e segue il percorso corrispondente all’attuale via delle torri fino a Villa Villoresi, poi di proprietà dei Tosa.
POPOLO DI SESTO
Pieve di San Martino, Sesto
Menzionata dall’868 e, ricostruita nel 1200, presenta caratteristiche strutturali romaniche.
Lo spazio interno, si sviluppa in tre navate sorrette da pilastri. In facciata presenta un portico architravato.
All’interno, sopra l'altare Maggiore troviamo il Crocifisso di Agnolo Gaddi (allievo di Giotto).
Villa Guicciardini Corsi Salviati
La villa è situata nella zona anticamente definita nelle Piante di Popoli e Strade "casa de' Corsi.
Il giardino di villa Guicciardini Corsi Salviati, in particolare, contiene stratificazioni e trasformazioni stilistiche succedutesi a partire dal 1500.
La più grande trasformazione di tutto il complesso avvenne tra 1708 e il 1750 circa: villa e giardino vennero ad assumere le forme che sono giunte fino a noi.
Si apportò un maggior quantitativo di acqua attraverso nuovi condotti. La villa venne trasformata così come appare allo stato attuale: le facciate furono ornate con decorazioni e stucchi.
Piante dei Popoli e Strade della Podesteria di Sesto, "Popolo di Sesto", Capitani di Parte Guelfa, supporto cartaceo, inchiostro su carta, A.S.F. (Archivio di Stato di Firenze), rappresentazione "a vista", stato di conservazione: ottimale .
La Pieve di San Martino è un punto di riferimento importante nella viabilità della piana. L'edificio è posto lungo la viabilità storica primaria, nel nodo viario che collega Firenze, Prato e Pistoia; e secondaria, ovvero collegata ai diversi popoli di Quinto, Colonnata, Querceto, Sesto, Padule.
Didascalia luoghi cardine del percorso:
- 1. Chiesa di San Martino, Popolo di Sesto;
- 2. La Tosa, punto di riferimento per strada di congiunzione con il Popolo di Colonnata;
- 3. Ponte a Dogaia, confine con il Popolo di San Biagio a Petriolo.
- 4. Casa de' Corsi (attuale Villa Guicciardini Corsi Salviati).
Didascalia strade e direzioni:
- Pin rosso: Strada Maestra di Prato;
- Pin bianco: Strada del Serraglio;
- Freccia verde: direzione Padule;
- Freccia rosa: direzione Quinto;
- Frecce gialla e nera: direzione Colonnata.
Mappe a confronto: Pianta di Popoli e Strade; Pianta della città di Sesto Fiorentino: zona di San Martino a Sesto (cartografia topografica)
STRADA MAESTRA DI PRATO
Cotesto borgo di Sesto è attraversalo dalla strada maestra di Prato presso la sesta pietra miliare, dalla quale già da gran tempo prese il vocabolo di Sesto. Risiede in mezzo ad una fruttifera e ricca pianura nota specialmente per la eccellente qualità del suo grano gentile, o calvello.
Questa strada era la via di collegamento che da Firenze portava a Prato, per poi andare verso l’Appennino. La strada, nel popolo di Sesto, iniziava da via de Corsi e via Giunchi.
- L’andamento della strada riprende l’antica via Cassia. Ha andamento est-ovest.
- La strada era inghiaiata e per ogni corso d’acqua era presente un ponte per attraversarlo.
- Il suo percorso continua fino alla via che porta verso Padule, indicazione sulla mappa “e beni e chase dell’Azino”.
- Attualmente, la Strada Maestra di Pratoè identificata con via Antonio Gramsci e il Viale pratese.
STRADA DEL SERRAGLIO
Veduta della Strada del Serraglio; dettaglio della zona nei pressi della Chiesa di San Martino; dettaglio del Ponte a Dogaia, termine della strada.
- Trasversale alla Strada Maestra di Prato.
- Nell’800 questa strada corrispondeva a via del Pantano e Rimaggio.
- Attualmente, la strada si identifica con tre elementi viari diversi: via Verdi, Piazza Vittorio Veneto e Piazza della Chiesa.
- Nella mappa si conclude all’indicazione “ponte a dogaia alta” tramite cui si accedeva al Popolo di San Biagio a Petriolo.
La sua origine è molto antica, molto probabilmente risale alla fase di centuriazione della piana ed ha un andamento nord-est / sud-ovest che corrispondono ai cardini degli agronomi romani per lo scolo delle acque.
POPOLO DI SANTA MARIA A QUINTO
Chiesa di Santa Maria a Quinto
Di fondazione romanica citata in documenti già dall'XI secolo, fu radicalmente ristrutturata nel 1770 e ancora restaurata negli anni venti del Novecento.
Alla chiesa appartengono due importanti dipinti: una di queste è il trittico Madonna in trono col Bambino e quattro santi di Spinello Aretino datato 1393, recentemente restaurati e ricollocati nella chiesa.
Torrente Zambra
Torrente Termine
Il torrente anticamente era chiamato, come si vede dalla cartografia storica, fosso di Castello.
Dato che sappiamo che una strada lo percorreva in parallelo, possiamo individuarlo approssimativamente tramite via del Termine, antica via dei confini.
Per secoli il torrente è stato la linea di confine fra il popolo di San Michele a Castello e Santa Maria a Quinto; negli ultimi cinquant’anni il confine naturale tra territorio comunale di Firenze e Sesto.
Piante dei Popoli e Strade della Podesteria di Sesto, "Popolo di Quinto", Capitani di Parte Guelfa, supporto cartaceo, inchiostro su carta, A.S.F. (Archivio di Stato di Firenze), rappresentazione "a vista", stato di conservazione: ottimale.
Didascalia luoghi cardine del percorso:
- 1. Torrente Zambra.
- 2. Mulino delle monache di San Martino e fonte di Bogliole.
- 3. Chiesa di Santa Maria a Quinto.
- 4. Fosso di Castello: oggi il Torrente Termine.
Didascalia strade e direzioni:
- Freccia rossa: Strada Maestra di Prato
- Freccia celestina: attuale Viale XX settembre; porzione, a nord, di Via dei Giunchi fra la via maestra di Prato e il popolo di Colonnata, località Doccia, vicino a dove Ginori creò la Manifattura ceramica che lì rimase tra il 1737 e il 1957.
- Cerchio rosa: via di mezzo
- Freccia verde: coincide oggi con Via Venni
- Freccia rosa: coincide oggi con Via della Gora. Dall’edificio dei Macelli, dal lato destro, dove c’era il Mulino delle monache questa si congiungeva con via di mezzo.
Mappe a confronto: Pianta di Popoli e Strade; Pianta della città di Sesto Fiorentino: zona di Santa Maria a Quinto (cartografia topografica)
VIA DI MEZZO
Questa strada era un collegamento importante tra Sesto fiorentino e Firenze e la troviamo con la medesima locuzione anche nelle piante di San Martino a Sesto, San Michele a Castello, Santa Maria a Quarto. Ovvero, per l’intero percorso. La sua conclusione era nella cosiddetta “Firenze Nova” corrispondente oggi a Rifredi. In questo popolo la via ha mantenuto inalterato l’antico andamento ancora oggi, riconoscibile in un tratto di via Bruschi tra via dei Giunchi e il Termine.
Attuale Via Venni
Questa strada nel primo tratto ricalca una porzione dell’attuale via Venni, là dove confina con la chiesa di Quinto e muro di recinzione del parco della villa ex Torrigiani. In antico proseguiva fino alla attuale via degli Strozzi attraversando il futuro ottocentesco parco della villa Torrigiani. Il mulino delle monache di San Martino alimentato dalle acque del giardino e dalla fonte di Bogliole resta indenne da innovazioni storiche, ma alterato nell’aspetto architettonico.
Bibliografia
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Azzari M., Vittorio Veneto, in “Le Strade Provinciali di Firenze. Geografia, Storia e Toponomastica”, cap. 6, Leo S. Olschki Editore, Firenze 1992;
Bruscagli A., Tarchi G., Sesto Fiorentino: guida completa con itinerari, notizie utili e album fotografico, Idest 2002;
Carovani E., "Viabilità e pievi tra la Val di Marina e la Valle del Terzolle", in Salvestrini F., Pizziolo G., Carovani E., Torsellini L. , Sesto e il contado fiorentino nel Medioevo, a c. di Arrighetti A., "Quaderni di studio ‘il Medioevo alle porte di Firenze’", n. 3, Tipografia Contini, Sesto Fiorentino 2012;
Cresci C., Viabilità e toponomastica del territorio comunale di Sesto Fiorentino. Note storico – amministrative, Tipografia RISMA, Firenze 1991;
Mannini M., Le strade e i popoli della podesteria di Sesto nel XVI secolo, Tipografia RISMA, Firenze 1991;
Popoli e strade: Sesto Fiorentino ieri e oggi. Santa Maria a Morello; Santa Maria a Quinto; San Martino a Sesto; San Romolo a Colonnata;
Repetti E., Sesto, in “Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana” http://193.205.4.99/repetti/ [data ultima consultazione 8.05.2023];
Sesto Fiorentino – Pro Loco, https://www.prolocosestofiorentino.it/ [Data ultima consultazione: 8.05.2023];
Villoresi A., Sesto Fiorentino, notizie di storia, geografia, arte, Sesto Fiorentino, Biblioteca Pubblica, 1988;